Il confronto finale di ieri sera, fra E.Macron e M. Le Pen, prima del voto di domenica, si è svolto in un clima teso, rissoso in certi passaggi in cui i due candidati hanno smesso il “bon ton”, andando allo scontro e cercando di sopravanzare l’avversario. Questo non impedisce però di cogliere alcune differenze:
Macron ha mantenuto un profilo più contenuto e lucido, rassicurante, mettendo in difficoltà la Le Pen soprattutto sul problema dell’uscita dall’euro( sul quale lei farfugliava cose contraddittorie),usando l’ironia ( “Madame Le Pen, les Français meritent mieux que çela!”) e riportandola alla sua veste di pericolosa espressione della destra estrema francese. E’apparso dunque come un garante della democrazia.

M. Le Pen ha usato spesso l’insulto, ha interrotto spesso l’avversario, lo ha accusato di essere “soumis au fondamentalisme islamiste” e prono agli interessi della Germania e alle politiche della Merkel, quindi contro gli interessi della patria Francia, come fosse un emissario dello straniero.”La France sera dirigée par une femme: ce sera moi ou Mme Merkel” ha scandito con tono aggressivo e sprezzante.

Complessivamente Marine Le Pen ha mostrato il volto duro, xenofobo, intransigente che aveva cercato di attenuare negli ultimi mesi, ha ripreso isuo vero registro,  un volto che inquieta. Aspettiamo domenica. Intanto, come ha, con felice espressione, detto J.L.Melenchon, pur senza dare esplicite indicazioni di voto, occorre che i Francesi non si astengano dal votare, non annullino la scheda, ma vadano a votare: “Votez avec des gants,mais votez!”

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