La neve ha cominciato a cadere leggera e silenziosa a metà pomeriggio quando la luce si fa più tenue e trascolora nella sera; il vento si è fermato e l’aria sembrava improvvisamente immobile,come se ogni respiro fosse sospeso.Piccoli, sottili, impalpabili i fiocchi di neve si addensavano, volteggiavano come piume, spandendosi sul paesaggio, sulle case, sulle strade. Poco a poco il paese si è vestito di bianco e la cipria sottile, appena increspata, è diventata più spessa e uniforme: un vero mantello natalizio ancora interrotto a tratti dal verde scuro degli alberi, dal groviglio dei rami nel pezzo più folto della campagna, dalle finestre scure delle case, occhi solitari in tanto biancore.

Sembrava una magia questa neve, non la vedevamo da tempo e ne siamo rimasti colpiti: un evento che scendeva nella memoria e nel cuore, giù giù lungo i tornanti di molti anni, nell’infanzia, forse nell’adolescenza,un gioco all’indietro nel tempo per me, ma anche per i miei figli. Forse era il medesimo stupore ma loro sono corsi fuori, hanno scorazzato per il paese trsformato, nelle piazze, nelle vie del centro, giocando con la neve fino ad estenuarsi. Anch’io sono uscita camminando sulla neve crescente, con passo prima incerto poi più spedito,ma il pensiero correva di più, quello sì che non aveva freni e volteggiava nell’aria come la neve dal cielo e mi portava un odore antico di muschio lucente e di dolci affondati nel miele che mia madre sapientemente preparava.
Il nostro Natale di allora con l’albero grande e odoroso di bosco, le strenne e il suono delle zampogne sotto le nostre finestre. Il mondo di fuori c’era poco o non c’era, le notizie, le catastrofi, il frastuono della quotidianità pesante, logora, incombente, non ci toccava, non ci apparteneva, avvolti come eravamo da un ventaglio di colline e di neve…
La visione è durata qualche giorno; ora la neve si è sciolta lasciando per le strade rivoli biancastri e acqua sporca; alla tv continuano le polemiche sulla legge di stabilità che pare più che altro una condanna all’immobilità. Ho acceso il computer per leggere la posta. L’incanto è finito. Siamo nel nuovo anno e.. che gli dei ci proteggano!

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