IL CERCHIO DIABOLICO

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Ho ripreso in mano oggi un mio lavoro di molti anni fa : “L’isola del potere. Metafore del dominio nel romanzo di Sciascia”, edito da Donzelli.
Mi sono soffermata su “Il contesto”(1971) fra quelli da me allora analizzati che rimane fra i suoi scritti più attuali, drammaticamente attuale. In esso si pone il problema della giustizia, del diritto nella tradizione laica occidentale e del rapporto giustizia-politica,tutti nodi che tornano nelle cronache di oggi e chiedono un riflettere ed un agire:
LUCA LOTTI,COSIMO FERRI, PALAMARA,PEZZI INTERI DEL CSM,QUINDI POLITICI E GIUDICI, esempi del peggiore clientelismo e scambismo antichi e rivisitati come diceva oggi Fabio Cavalera
La tecnica usata da Sciascia è quella del giallo avvincente e si snoda come esso con la morte misteriosa di tutti i personaggi che lo animano: il segretario del Partito Amar,il poliziotto Rogas,colto e tenace che rifiuta la facile pista suggerita dall’alto per il primo omicidio ,il presidente di tribunale Riches, perchè il potere deve proteggersi,garantirsi e la logica del potere per il potere aleggia su tutto, inflessibile.
“Dunque le dicotomie verità-menzogna,giustizia-ingiustizia,gli spartiacque, i crinali teorici che separano i confini fra giusto e ingiusto,lecito e illecito, non contano più se la “ragione” che prevale è quella intrinseca al potere,ossia la non-ragione” ,come allora scrivevo.
L’allegoria usata da Sciascia è talmente forte e drammatica che egli stesso nella nota apposta a conclusione del romanzo afferma: “Ho cominciato a scriverla (questa storia) con divertimento e l’ho finita che non mi divertivo più”.

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PARTITANDO

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Ho riflettuto in questi mesi sulle vicende del nostro governo e dei suoi protagonisti,ora sull’alleato fragilizzato che si ostina ad autorappresentarsi come vincente: i 5Stelle.
Poche riflessioni in questa sede.
Il movimento 5Stelle, nato ormai da una decina d’anni, si è presentato come novità dirompente nella vita politica italiana,non senza ispirarsi ad esperienze già avvenute oltralpe, in Francia ad esempio, col movimento del comico Coluche, già all’inizio degli anni’80 del’900.
Ha scompaginato, denunciato fatto emergere una protesta radicale ed ha comunque avuto la funzione di incanalarla senza fare esplodere la rabbia in vera “jacquerie”,fuori dai limiti della legalità.
Ha promesso, risvegliato speranze, placato rancori verso la vecchia politica, con l’idea di una possibile azione diversa della politica, una palingenesi che molto ha attirato e pagato elettoralmente. Ad un tratto però già con l’arrivo in parlamento,si è trovato davanti ad un bivio, che vale per tutti i movimenti collettivi: o istituzionalizzarsi o soccombere,via via indebolirisi,fino a diventareesangui..Era venuto il momento di scegliere,di darsi la robustezza e le articolazioni di un corpo stabile,non con la fluidità e semplicità di un movimento.
Poi l’arrivo al governo ha reso più urgente ed irrimandabile questo processo ossia il doversi irrobustire ed articolare con le caratteristiche di un partito, di un soggetto deputato a governare appunto.
Poca cosa e sviante la pratica velleitaria della piattaforma Rousseau,inadatte le proclamazioni continue di essere fedeli al “contratto di governo”,surrogato di una capacità politica che deve esserci nei fatti,nel dare risposte ai bisogni di una società data.La Lega già partito e ben strutturata soprattutto nella versione”nazionale” ha tessuto bene la sua tela ed ha capovolto i rapporti di forza. I 5Stelle sono all’angolo e resistono non si sa per che cosa se per ignavia o opportunismo.
Ma forse non essendo riusciti a diventare partito, stanno diventando partito dentro il padre-padrone Lega,con l’illusione di diventarne una parte.,quella sinistra,forse, continuando nel gioco delle illusioni e dei travestimenti.. Essi quindi insomma attuerenbbero una istituzionalizzazione di ripiego in casa d’altri..
Ma per il paese Italia è danno, doppio danno !

LO SCACCO

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Les jeux sont faits! E queste elezioni europee confermano un’avanzata delle destre estreme in vari paesi con qualche eccezione.
Tre dei principali paesi europei registrano la vittoria dei populisti-sovranisti: Italia(Lega ad oltre il 34%;Francia(Rassemblement National (23,31% contro il 22,30 della lista sostenuta dal presidente Macron); Inghilterra con il successo di Farage.Per non parlare del Belgio e di altri paesi di minor peso anch’essi con l’avanzata delle destre estreme xenofobe. In Grecia trionfa la destra e Tsipras medita elezioni anticipate.
L’avanzata dei Verdi è importante ed è fenomeno da non sottovalutare.Si profilano mutamenti e aggiustamenti come la crosta terrestre quando si riassesta.Le nostre democrazie sono in travaglio.
In Europa cioè nel governo dell’Europa l’attuale maggioranza è al momento indebolita..,ma può estendere le proprie alleanze..

ODDIO E’ TORNATO ILSANFEDISMO!

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1799 Il sanfedismo restaura a Napoli i Borboni, contro gli insorti sconfiggendo la neonata Repubblica napoletana.
Era l’anno1799 e molte restaurazioni si preparavano in Europa. Il cardinale Ruffo a Napoli mise su un esercito variegato ma combattivo,L'”Esercito della Santa Fede”..,fatto di lealisti,legittimisti ,con l’appoggio di parti di “popolo”abbindolato e sedotto, di delinquenti di varia provenienza,in cerca di migliore soldo e di qualche riparo. Da cui il nome di sanfedismo a designare movimenti simili che si premuravano,armi ai denti di difendere i vecchi regimi e le monarchie spodestate dalla
minacciosa libertà giacobina..Così Benedetto Croce riassume i fatti di Napoli:
“La monarchia napoletana, senza che se lo aspettasse, senza che l’avesse messo nei suoi calcoli, vide da ogni parte levarsi difenditrici in suo favore le plebi di campagna e di città, che si gettarono nella guerra animose a combattere e morire per la religione e pel re”. Già nel giugno del 1799, la dinastia dei Borbone aveva ripreso il suo antico potere”.
2019,oggi. C’è un nuovo sanfedismo con nuovi pupari e pupi che ha messo su il suo esercito e marcia contro l’Italia e l’Europa, brandisce rosari, evoca Madonne,utilizza i più svantaggiati promettendo ordine, pulizia, sicurezza, promette e minaccia.
Fermiamolo questo SALVINI sanfedista,camaleonte impenitente perchè già lo conosciamo il sanfedismo…da qualche secolo!

SALVINI,IL ROSARIO,LA MADONNA

Non inventa nulla il bravo ministro tuttofare. Scopiazza, imita, ripassa vecchi trucchi.
E’ una costante dei populismi in particolare usare la religione come mantello che ripara tutto e da tutto.
Jean Marie Le Pen ha accostasto sempre la politica alla religione per far trionfare il bene contro il male “la politique c’est un sacerdoce”,afferma.
Putin stringe strumentalmente un patto di ferro con la chiesa ortodossa ma è il capo ed il custode di un potere corruttore e corrotto;
Orban dichiara che”“Dopo anni di governi internazionalisti e anticristiani l’Ungheria ora ha bisogno di un governo dedito ai valori cristiani, “; in Polonia si recita il rosario sui confini con il filo spinato, declamando contro la mondializzazione e la secolarizzazione, per il trionfo del bene.
Trump ha fatto lo stesso esibendo una religiosità che mal si sposa alla sua storia personale e politica. Potrei continuare.,l’elenco è lungo….Unità religiosa,della famiglia,unità nella quale tutto si confonde,un baluardo contro il nemico…che è il male, in una visione manichea che impaurisce e minaccia.
Un oppio dei populismi,insomma! Attenzione ai trucchi di saltimbanchi e presitigiatori..

Vecchi e nuovi dispotismi

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La sospensione dell’insegnante Dell’Aria a Palermo è fatto grave e non deve essere inghiottito nella banalità di un momento.
Ho ripreso in mano un testo di Condorcet, agile, breve,50 pagine e soprattutto scritto nel1789 col titolo”Idées sur le despotisme à l’usage de ceux qui prononcent ce mot sans l’entendre”.
Mai tradotto in Italia se non da pochissimo, prezioso.

Cosa dice:1) il potere dispotico nella sua forma classica significa che una persona contornata da un gruppo a lui legatissimo esercita un potere assoluto sui dominati che non possono fare valere in alcun modo i loro interessi.
2) il dispotismo moderno è di due tipi: diretto quando esclude le forme della rappresentanza e quindi qualunque controllo da parte dei governati dell’operato del potere; indiretto quando viene vanificata ogni forma di rappresentanza ed anche violate le leggi a garanzia dei governati,singoli o associati.
Riflessione già presente in Condorcet ed oggi verificabile:
questo secondo tipo di dispotismo si sposa sovente con la democrazia,con il formale mantenimento di essa ,ma la erode,lentamente o più velocemenmte a seconda dei contesti.
Il dispotismo indiretto è possibile quindi anche in un paese con libere elezioni ed una cornice costituzionale democratica poichè solo alcuni individui al potere possono esercitare un potere arbitrario,dispotico,senza che questo necessiti del mutamento della forma di governo.
Quindi un dispotismo camuffato, insidioso, che esclude i cittadini dalla possibiltà di influenzare e controllare la formulazione delle leggi, ma in un contesto che si fonda sulle libertà formali garantite e proclamate.Un mostruoso marchingegno politico! Questo occorre capire.

INDOEUROPEI? Sì, CERTO

La storia, conoscerla e studiarla bisogna, altrimenti tutto ci sfugge, la nostra stessa lingua, i suoni, le radici, il senso profondo che ogni nostra parola contiene, incastonato. Non sono opinioni. La nostra civiltà occidentale è nata e cresciuta dalla mescolanza di lingue e culture indoeuropee e mediterranee,da un incontro lontano nei secoli che le migrazioni ed il nomadismo hanno consentito, da spostamenti coatti o meno di popolazioni le più diverse che hanno delimitato la vastissima area di quello che chiamiamo Occidente.
I Greci , sia pure fra molte contraddizioni, avevano capito ciò e due “modelli si fronteggiavano, quello dell’inclusione e il suo opposto. La letteratura e la storiografia greca ne sono testimonianze.
In Omero ad esempio sono entrambi presenti: l’accoglienza ai naufraghi, stranieri, sconosciuti,ma uomini, e all’opposto la loro respinzione.
Nausica ,figlia del re dei Feaci, dice alle ancelle di Ulisse che chiede asilo:
“Questi è un misero naufrago, che c’è capitato, e dobbiamo curarcene: vengono tutti da Zeus gli ospiti e i poveri” perchè Zeus è Xénos,ossia protettore degli stranieri;
Polifemo invece è ostile guardingo, per la respinzione, antropofago, e verrà punito con l’accecamento secondo le leggi degli dei.
Tutte le civiltà che si sono sviluppate durando nel tempo sono state società aperte, pronte al rinnovamento, allo scambio all’integrazione.
Non è un’opinione. La storia, quindi, signori, la storia, non cancelliamola, con le sue mille tele di astuzie, di balzi e virtù.

IL NUOVO CHE OFFENDE


Riflettevo sull’immagine del ministro Salvini ed il linguaggio da lui usato.
Le felpe e l’abbigliamento falso-giovane rispondono all’idea della novità,dello scardinare le regole della politica “vecchia”, dell’essere uno come la gente, con in più un’esibizione spavalda.Il suo linguaggio è una frattura semantica diversa da quella bossiana,diversa da quella di Berlusconi nel’94, ma anch’essa con l’idea di un rispecchiamento nel banale uomo, l’inquilino della porta accanto col suo grumo di rancori, voglia d’ordine con in più la “spocchia”di chi ha potere e tutto può fare..La politica insomma e i suoi protagonisti alla portata del venditore di pentole o detersivi,immanente nella maniera più nuda e banalizzata..
Su una cosa in particolare rifletto: che questa declinazione della estrema destra nostrana è diversa e solitaria rispetto a quella francese o polacca o austriaca per ciò che ho visto e so.
Non solo Jean Marie Le Pen il fondatore,ma anche Marine Le Pen,usano al contrario abbigliamento molto accuratamente istituzionale e linguaggio che non conosce mai volgarità o sfregio a quello codificato.
Le Pen ad esempio conosce bene la letteratura francese, si è cibato di Proust e altri e usa spesso gli artifici retorici mescolandoli a proverbi del senso popolare antico,fa quindi breccia su un elettorato vario ed anche su quello più acculturato. Questo non toglie nulla alla sua xenofobia, al suo estremo populismo, ma lo situa dentro una scia e tradizione che non fa scempio dell’idea di cultura e non offende il ruolo pubblico che è stato chiamato a svolgere come leader del suo partito. Lo stesso dicasi di Marine le Pen che ha aggiornato il linguaggio facendolo divenire anche salottiero e a suo modo “patriottico”.,che inneggia alla République celebrandone le tradizioni, quelle più antiche, ossia con una veste formale e politica che poche volte tralascia il decoro.
La destra estrema e populista in Italia invece usa l’ascia a demolire storia, cultura, bellezza e tutto ciò che ha segnato la nostra identità, starnazza, ha compresso tutto in un disarticolato presente .E lo stesso fanno le altre forze populiste, radicali o meno, del nostro panorama politico.: l’anticultura d’abord..,il resto è povertà estrema.

CLEONE IL CONCIATORE DI PELLI

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Un iceberg si è avvicinato via via da tempo ed ora si è abbattuto sulla vita politica italiana.
Salvini ed il governo gialloverde ne sono la punta emergente in un contesto di crisi e degradazione in cui sono vacillanti, minacciati i requisiti centrali di una democrazia: i diritti lungamente conquistati,il lavoro,le relazioni fra individui e fra essi e i governanti, l’idea di avvenire,l’aspirazione alla trasparenza,l’attenuazione delle diseguaglianze,il rapporto con l’altro,quello “intra moenia” e quello “extra moenia”perchè le due cose sono legate e non può esserci rispetto per l’indiduo se non gli si attribuisce il valore centrale dell’essere parte di una stessa umanità!
Salvini come Cleone, ma non lui soltanto, in questa mutazione delle “élite” politiche che parlano, si muovono agiscono, gesticolano come in un immenso illusorio circo.

Tante volte nella storia dell’Occidente un “demagogo”(letteralmente “colui che conduce il popolo”) si è presentato non più nei panni di Pericle per condurre la comunità e preservarne il bene e la prosperità,ma in quelli di Cleone che gli succedette,oscuro ed avido conciatore di pelli che usa una retorica degradata ed efficace ed arriva al potere nell’Atene del 420 avanti Cristo, segnando una lunga degradazione e perdita di qualità della politica.
Allora da Aristotele a Tucidide, all’arguto commediografo Aristofane, si levò una voce costante per arrestare quello stato di cose, la vuota retorica di capi improvvisati per illudere il popolo, per combatterli, cominciare a ritessere una tela diversa a difesa di una civiltà.Così Aristofane:
“(…)I beni pubblici pria che vengano spartiti
tu divori. E come fichi palpi, strizzi co’ tuoi diti
quanti debban render conti, per sentir quale è maturo,
quale è acerbo.”(I Cavalieri)
Noi oggi non possiamo sottrarci a quest’obbligo e dobbiamo ricominciare perchè lo stare a guardare è colpevole. Dobbiamo difendere riti, procedure e sostanza della nostra democrazia senza scordare che essa, come tutte le cose umane, è perfettibile, ma anche deperibile. Senza perdere il passo.

RABIDO,CHE MISTEROAL MINISTERO…

Diligente e solerte il Miur per le prossime prove di maturità! Accompagna gli studenti per mano,ma…
Le prove di simulazione riservano sorprese e piuttosto che aiutare gli studenti sembrano svianti. Apprendo dal Corriere di oggi e resto stupita.
Il testo di Montale proposto, da “Ossi di seppia” è bellissimo,uno dei più conosciuti” : O rabido ventare di scirocco che l’arsiccio terreno giallo verde bruci(…)”. Ma il chiosatore del ministero deve ritornare a scuola,di corsa nascondersi,sparire.
Nella nota di chiarimento alla voce “rabido”,spiega”rapido”(sic!).
Ora non occorre grande cultura per sapere che “rabido” vuol dire rabbioso,furioso (da rabidus latino,dal sostantivo rabies,sempre latino.Le famiglie delle parole…).
Non occorre grande cultura per sapere soprattutto che l’aggettivo contiene intensamente una vena che ricorre spesso in Montale,uno dei padri del Novecento in poesia.
Occorre quella cultura necessaria per chi siede al Ministero preposto alla cura, orientamento e organizzazione del sapere.
Altro che ricerca scientifica, strafalcioni da bottegai!
Mi sento umiliata, l’Italia è umiliata.