LE ORE A PARIGI

Al mattino era grigio e freddo. Alle quattro del pomeriggio, uscendo da SciencesPo c’era un brillio improvviso, una luce chiaro-dorata, inaspettata, che si spandeva dappertutto dai tetti dei palazzi fino al selciato delle strade.
Parigi ammantata dalla testa ai piedi nel suo velo leggero e nei suoi calzari di foglie rossicce a distesa nei boulevards, l’Eglise di Saint Germain des Près ombreggiata dagli alberi come ventagli giganteschi ed il groviglio di viuzze fino a casa fra i “passages” storici da una parte e la Senna dall’altra.
E’ il battito del Quartier Latin che riaffiora da remote lontananze e rivaleggia con le fitte vetrine, il folclore che assorbe ed appiattisce, la fitta umanità che vi si aggira, le diversità che si impongono.
Odori e colori vecchi e nuovi invadono occhi e narici, affollandosi come fanciulle al primo ballo fra desiderio e promesse.
Li attraversavo proibendomi di scegliere.

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Mattino

MATTINO
Al mattino la luce incerta come timorosa del giorno che l’aspetta, poi la luce che scivola, si schiude e si incendia dal mare alle case.
Un mare immenso, occhi che cercano.
Al mattino mi cerco, mi raccolgo, mi rifletto nel lago dei pensieri come su specchio cangiante, che brucia, che trascina e trasforma.
Al mattino la tela di ieri pare sbiadita, bisogna ricomporla nei colori, sognando ad occhi aperti o pensando a palpebre chiuse
prima di muoversi, perchè ciò sia arma e riparo, lenimento e carezza.
Al mattino una brezza che formicola dai piedi alla testa
Al mattino ricominciando.Veloce è la vita.

Antigone torna a Riace

“Quanto agli uomini, non mi interessa quello che sono, ma quello che potranno diventare”.(Sartre, Le mani sporche, 1948)

Nel paese dei Bronzi, Riace, si affollano ora vari personaggi da Antigone ad Amleto, a Riches il presidente del Tribunale, personaggio chiave de “Il contesto”.
Tutti costoro si sono riuniti da ieri, al canto dolente dell’arpa, e si interrogano sul rapporto fra giustizia e diritto, fra giustizia e potere, fra la politica e l’etica insomma. E ci interrogano!
Dalla grecità ad oggi poco è cambiato se Polinice non può essere sepolto perchè le leggi non lo consentono, se il sindaco Lucano diventa colpevole per avere immaginato e realizzato un’idea di accoglienza ed integrazione, se la legge morale e qualità umana si impigliano nelle barriere di un’astrazione, quella giuridica, che spazza via la sostanza delle cose nella loro storicità, complicata e a volte drammatica.
E’ in gioco il rapporto del diritto con la realtà sociale nelle sue evoluzioni: esso non può regolare e disciplinare un reale concepito come statico, senza il soffio vitale dei cambiamenti.
E’ in gioco il rapporto fra la politica, il potere e l’insieme di valori e principi morali che devono innervare una democrazia, ossia l’etica..
La qualità di una democrazia, la sua stessa esistenza sono sì garantite da un insieme di norme e procedure,ma esse non possono contrastare o cancellare la presenza di valori, idee, ideali che sono il tessuto vitale di una comunità.

MARINE LE PEN FRANCESE ED EUROPEISTA!!

Macron scende nei sondaggi vertiginosamente e cerca riparo in mosse che correggano la sua immagine( il piano contro la povertà ed un atteggiamento”pedagogico in generale): il 40 % dei francesi secondo un sondaggio,SOFRES, ritiene che egli sia staccato dalla società e sia “le président des riches”.
Il suo partito di maggioranza LREM è in evidente disagio con frequenti defezioni: l’ultima di una deputata di primo piano che lascia il partito denunciando in esso mancanza di democrazia.
Marine Le Pen lancia in grande stile la sua campagna per le prossime europee, tallonando Macron. La nemesi.
Cambia strategia, non è più eurofobica, anzi è divenuta europeista, e nel suo discorso di rientro al Frejus, esplode in “Vive la France, Vive L’Europe”e, fra lo stupore generale, si pone paladina di un’altra Europa, quella da rifare per i popoli, fuori dalle logiche della burocrazia e finanza che l’hanno stravolta.
Insomma una nuova Internazionale, populista stavolta, che attraversa l’Europa dal Mediterraneo, alle Alpi, al Reno ed oltre, su, su fino alle terre più nordiche, e la grande sfida è frai”perdenti” ed i “vincenti” della globalizzazione, fra gli europeisti entusiasti della UE, alla Macron, e coloro che non la vogliono più, dicendo come Le Pen, Salvini ed altri, che l’Europa è un’altra cosa, è quella dei popoli….In tale passaggio Macron è in un letto di Procuste. Il nodo è questo, non solo per lui.
Da noi in Italia ad esempio è l’opposizione (istituzionale, non ne vedo altra che sia politica) ad essere nella trappola dello sbriciolamento e dell’inazione, dell’afasia politica, in una bolla di vuoto…

MACRON DIMEZZATO: marche arrière

Un settembre rovente per Macron al rientro dopo l’estate e crollo vertiginoso nei sondaggi. Il sontuoso edificio costruito scricchiola. Macron colleziona passi falsi in politica interna soprattutto; in politica estera non svetta come leader decisivo ,ma si impiglia contraddicendosi.
Il governo registra le dimissioni del ministro dell’ambiente Hulot e della ministra dello Sport. Oggi Macron procede ad un reimpasto della compagine governativa.
Castaner, il leader del partito di maggioranza LREM( il partito di Macron) rimanda di una settimana la sua conferenza stampa; il ministro dell’Interno Collomb anche lui rimanda la sua conferenza pubblica sul bilancio delle forze dell’ordine per l’anno in corso.
Secondo uno studio realizzato dall’istituto IFOP, infatti, solo il 31% dei francesi approva l’operato di Macron, la cui popolarità è diminuita di oltre 10 punti dalla fine di luglio ed è inferiore a quella dello stesso Hollande(32,8%) nello stesso periodo,cioè ad un anno e qualche mese dopo la sua elezione.
Impossibile il confronto con Sarkozy che manteneva invece nello stesso periodo circa il 60% dei consensi.

TROPPO RUMORE PER NULLA

“La vittoria assume il doppio del valore,
quando il vincitore riporta a casa quasi
intatte tutte le sue forze.”
(Shakespeare, Molto rumore per nulla,1599)
Nella vicenda di Asia Argento,che ha denunciato con veemenza una violenza sessuale subita da un regista famoso, non è così.Ora tutto si mischia e si confonde; non sappiamo più dove sia la verità dei fatti, se,come pare, lei a sua volta abbia abusato di un suo giovane partner. Gialli di terz’ordine,insomma.
I giornali sono pieni di ciò, a caccia del gossip più attrattivo…
Personalmente relegherei questo al silenzio delle cose inutili e svianti.L’affermazione della libertà e dignità delle donne per fortuna passa da ben altro che non da questi racconti dove vittime e false vittime sono confuse e mescolate
Direi che può bastare!

OGGI QUELLA VOCE SI è SPENTA

1967: Aretha Franklin, giovanissima, interpreta e trasforma la canzone Respect, scritta ed interpretata due anni prima da Otis Redding.
La sua voce, la passione e la grinta ne fanno un testo simbolo del femminismo nascente. Soprattutto lei ne capovolge schema e senso: non è più un uomo, come nel testo originale, che chiede rispetto alla sua donna entrando in casa,ma è lei la donna, che chiede rispetto a lui,quando egli vi torna a casa.
Sull’onda di una voce portentosa, dove si mescolano fervore, angoscia, rabbia, in poche note, si addensa, allora, e si preannuncia una rivoluzione nel costume che avrebbe segnato gli anni a venire.
Le donne avevano conquistato parola e canto.

Macron “le sauveur”

Mais il a fait du théàtre quand il ètait jeune!!
L’angelo caduto Macron? Un nuovo Lucifero?
O soltanto un mediocre politico ammalato ed ammantato di “grandeur”‘? Uno che nel vuoto della politica ha saputo affermarsi, usando talento e mendacio parimenti?
La seconda ipotesi penso.
L’affaire Benalla coinvolge altri pezzi del governo e soprattutto sbugiarda le versione dell’Eliseo secondo cui Benalla, aggiunto al capo di gabinetto di Macron,non faceva più parte da maggio di missioni di ordine pubblico per la sicurezza..
Eppure varie foto mostrano Macron affiancato e preceduto sempre da Benalla durante la sfilata del14 luglio scorso. Sempre insieme questi due.. Ma Macron tace, nessuno dall’Eliseo prende parola.
Dopo avere sproloquiato in lungo ed in largo per mezza Europa il presidente arrivato fulmineamente, torna alla “parole rare”, ma stavolta non per contornarsi di aura e solennità, lui,come gli antichi sovrani, ma piuttosto per trovare una versione, una via di scampo plausibile.. allo scandalo che minaccia di travolgerlo.

TRASGRESSIONE

Trasgressione spaventa a volte anche i trasgressivi perchè la vogliono solo per sè e la possono addomesticare.
Trasgressione minaccia i conformisti, ligi e cauti, occhiuti e avari per sopravvivere.
Trasgressione può divampare come incendio e zampillare come acqua fresca ed è imprevedibile come le sue volute.
Trasgressione vuol dire aggiungere ciò che manca alle cose perchè libera l’immaginario e tutto il possibile che non si vede, cioè l’impossibile.
Trasgressione per non marcire nei dogmi e nutrire il pensiero libero.
Trasgressione è libero canto con vesti leggere.
Trasgressione per decostruire e costruire senza sosta, il solo modo forse per conoscere, senza rimanere incagliati in una visione delle cose pietrificata come in un museo chiuso e del silenzio.
La scienza ed il suo procedere sono trasgressione.

LA CORONA PERDUTA DI MACRON

Davanti al Congresso riunito, Macron aveva l’aria di chi vuole presentare le credenziali: sparita la sicumera, lo stile regale così ben contraffatto in campagna elettorale, sparito il potere di incarnazione e seduzione; sembra che un vento veloce li abbia prosciugati.
Anche il timbro di voce è cambiato..A vederlo sembra un allievo brillante che ha sbagliato nella domanda più importante; la destra e la sinistra ugualmente impietose lo rampognano, la sua maggioranza comincia a rivendicare autonomia nelle persone di molti deputati…
La tela del centro sconfinato, che sembrava avere rivoluzionato il sistema politico francese, cede in molti punti, tanto che Jacob capogruppo dei deputati Les Republicains, denunciandone le politiche piccole ed inefficaci ha concluso con una staffilata dicendo che ” comme il est le fruit d’une effraction, il repartira sans doute comme il est arrivé !” ,cioè “è venuto, attaverso un’effrazione, un’irruzione, cosi se ne andrà!”
Sotto accusa: la politica economica (accentua le diseguaglianze), le riforme istituzionali (tolgono respiro al parlamento restringendone anora i poteri); la politica sociale promessa(non un soffio di rinnovamento si vede).La reggia ha muri e cancelli in pericolo.. Cosa resta?
Per il presunto neo Napoleone e le sue mire…il sogno sta durando davvero l’espace d’un matin.Succede così molto spesso agli artefatti mediatici. Attenzione.!